Associazione dei Salesiani Cooperatori

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L’attualità di San Francesco di Sales secondo Papa Francesco

La memoria liturgica di San Francesco di Sales del 24 gennaio consente di riscoprire lo spirito di questo grande Vescovo i cui insegnamenti ed esempi continuano ad essere fecondi ancora per il nostro tempo, nonostante siano passati ben 400 anni dalla sua morte. 

A testimonianza di questa fruttuosa eredità umana e spirituale, il 28 dicembre 2022 il Santo Padre Francesco ha pubblicato una lettera apostolica dedicata tutta al Vescovo di Ginevra dal titolo Totum Amoris est. La lettera conclude solennemente il IV centenario dalla morte di San Francesco di Sales, avvenuta a Lione il 28 dicembre 1622, e attesta ancora una volta, la preziosità di conoscere la vita del Santo e, soprattutto, l’ininterrotto valore morale e umano che, i differenti pontefici, a cominciare da Clemente VIII suo contemporaneo fino all’attuale Papa Francesco, hanno riconosciuto nel Patrono dei giornalisti con continuità nelle varie epoche storiche. 

Nella serie di articoli pubblicati in occasione del triduo a San Francesco di Sales, si seguirà un unico filo conduttore, ovvero quello di individuare alcuni degli insegnamenti più fruttuosi per vivere la propria fede nel contesto presente. La lettera apostolica del Pontefice offre certamente un’occasione preziosa in tal senso, perché permette anzitutto di cogliere la prospettiva in cui il Pontefice rilegge il vissuto Salesiano (di San Francesco di Sales) e ne coglie la sua attualità. 

Una prima osservazione va destinata anzitutto sulla scelta del titolo della lettera. L’espressione “Totus Amoris est” è attinta dal Trattato dell’Amor di Dio, una delle opere che esprime più visibilmente la profondità spirituale e umana del Santo, e sintetizza “l’eredità spirituale lasciata da San Francesco di Sales”. Nella prefazione del Trattato,Francesco di Sales scrive infatti che nella Santa Chiesa “tutto appartiene all’amore, vive nell’amore, si fa per amore e viene dall’amore”. Nonostante le diversità caratteriali e storiche dei santi, nonostante la ricchezza e la molteplicità di insegnamenti, omelie e pubblicazioni, tutta la dottrina della Chiesa viene dall’amore e chi la vive non fa altro che riflettere in sé la santa dilezione verso il Signore di cui è colmo. Introdursi nella conoscenza di San Francesco di Sales vuol dire dunque intraprendere un viaggio di scoperta sulla nostra capacità di amare e non solo, il Vescovo di Ginevra ci induce ad approfondire da dove nasce la nostra capacità di amare, quale percorso può compiere tra conferme, cadute e progressioni, e in che modo possiamo esercitare il nostro amore in modo che sia più autentico e ci conduca ad una comunione profonda con chi amiamo, evitando compromessi, superando le lentezze, le disillusioni e le mistificazioni da cui spesso l’amore umano è minacciato.

Ovviamente nel breve spazio a disposizione, sarà possibile introdurre solo alcuni temi del pensiero salesiano e conoscere solo una minima parte del suo vissuto, tra quelli che il Pontefice ha desiderato proporre alla meditazione dei fedeli di tutta la Chiesa e rilevare. L’auspicio è che quanto proposto possa contribuire più ad incuriosire il lettore ad ulteriori approfondimenti biografici e tematici, che a soddisfarne interamente l’interesse e la curiosità.

Prima di avviarci nella presentazione di questi temi che hanno tutti il loro centro nella relazione d’amore che inevitabilmente sussiste tra Dio e l’uomo, tra Creatore e creatura, tuttavia è necessario almeno introdurre qualche coordinata biografica sul Santo sia per poterla richiamare più facilmente nel percorso, sia per aiutare, anche chi non ne avesse una conoscenza approfondita, a contestualizzare il suo linguaggio, a comprendere le sfide da lui affrontate e l’unicità della sua testimonianza di vita e di fede.

  Francesco di Sales nasce nel 1567 in Savoia, dopo la conclusione del Concilio di Trento e in un clima politico-religioso molto instabile a causa delle contese tra Cattolici e Riformati, e in un territorio fortemente influenzato dalla presenza Calvinista. Fu proprio a causa di alcuni principi del pensiero Riformato che temette di essere destinato alla dannazione e a vivere una profonda crisi spirituale che, mentre lo portò quasi alla morte, segnò profondamente la sua fede in Dio, ma anche la sua determinazione di amarlo: «Qualsiasi cosa accada, Signore, tu che tieni tutto nelle tue mani e le cui vie sono tutte giustizia e verità, […] io ti amerò, Signore […], ti amerò qui, o mio Dio, e spererò sempre nella tua misericordia, e sempre ripeterò la tua lode. […] O Signore Gesù, tu sarai sempre la mia speranza e la mia salvezza nella terra dei viventi». 

Dopo gli studi a Parigi e a Padova, prese la risoluzione di divenire sacerdote e viene ordinato nel 1593. Dopo l’ordinazione comincia una nuova tappa nella sua vita come missionario nello Chablais, un territorio a maggioranza calvinista, che egli riesce a recuperare interamente al Cattolicesimo con le armi della carità e della penitenza, non senza argute intuizioni come la distribuzione di foglietti porta a porta per diffondere l’insegnamento della dottrina cattolica presso la popolazione. 

Ordinato Vescovo e Principe di Ginevra nel 1602, è stato fondatore dell’Ordine di Santa Maria della Visitazione insieme ad una delle sue numerose figlie spirituali Giovanna Francesca de Chantal. Grande direttore spirituale, comunicatore e predicatore rinomato, diplomatico e pastore zelante, teologo illuminato e soprattutto grande innamorato di Dio. 

Dedichiamo il prossimo articolo a porre in luce alcuni aspetti del suo pensiero e della sua vita di grande attualità. 

di don Vincenzo Marinelli – autore del saggio Francesco di Sales comunicatore (2021)