La Vittoria degli ultimi ...

Scritto da Amministratore 1

Ancora un tempo che allarma, agita, procura dolore… scene strazianti.

Se da un lato parliamo di inclusione, relazioni tra paesi, rispetto per la terra… in un luogo non lontano uomini e donne muoiono per difendersi. In questi scenari enormi, ci è dato attendere, sperare ed essere solidali. Eppure, se non possiamo fermare le bombe, la “cultura” di pace può partire da noi. Quando invadiamo con incursioni “armate” tante altre vite nelle relazioni familiari e al lavoro; alimentiamo il litigio, la faida, l’inimicizia, le gare a somma zero; ricorriamo ad esperti per imparare a gestire i “conflitti” e non per prevenirli; le urla in casa, o il mutismo, premi e punizioni, ricatti e tanto altro, stiamo alimentando una cultura di prevaricazione, di sudditanza e di potere. Eppure, possiamo usare altri strumenti di vita alimentando coerenza, responsabilità, confronto diventando segno di contraddizione. Proviamo a ridurre il nostro ego sproporzionato e compiamo atti di accoglienza, di tolleranza, di pacificazione. Formiamo le giovani generazioni al confronto e non alla competizione, non dividiamo le aule scolastiche tra buoni e cattivi; creiamo scambio tra generazioni, diffondiamo fiducia nell’altro, smettiamo di giudicare, diamo ascolto al grido di aiuto dei nostri figli che credono in noi più di quanto noi crediamo in loro; educhiamo al rispetto. Partire da noi, farci presenza di riferimento nella cura e nell’aiuto, forse sarà poca cosa; ma, rispetto alle future generazioni, potremmo dire di aver svolto la nostra parte.

Redazione ASSCC 

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