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Cari Cooperatori,
solo qualche notizia sulla breve ma intensa esperienza vissuta in Egitto da me e don Giuseppe nei primi giorni di questa settimana.
Non esito a definirla “magnifica”, sia per i rapporti umani con i Cooperatori e gli altri membri della Famiglia Salesiana lì presenti, sia per le occasioni di dialogo con l’Ispettore e l’Ispettrice del Medio Oriente, incontrati provvidenzialmente al Cairo nei giorni della nostra permanenza e le prospettive che ne sono emerse.

Le due realtà di Cooperatori visitate (Cairo e Alessandria) sono ben inserite nelle Opere SDB e nel tessuto sociale di queste due città, trattandosi di Istituti che offrono accoglienza e istruzione a numeri considerevoli di ragazzi e giovani, di etnie e religioni diverse tra loro (solo a titolo indicativo, presso una delle case del Cairo sono presenti, tra corsi diurni e serali, circa 3.700 studenti!).
I Cooperatori lavorano a fianco dei Salesiani per aiutare concretamente la missione sul territorio e si percepisce un bel clima fraterno. Al momento il numero effettivo di promesse è ancora ridotto (6 al Cairo e 7 ad Alessandria, che per l’occasione è stata costituita come nuovo Centro), ma all’orizzonte ci sono già altri laici che stanno frequentando il cammino di formazione o desiderano iniziarlo ed altri che vogliono confrontarsi con la nostra identità. La presenza mia e di don Giuseppe infatti, oltre a dare sostegno e impulso ai Cooperatori, ha suscitato molti interrogativi e curiosità, segno di un bisogno reale di sbocco vocazionale presente anche in queste terre.

Cairo ha oggi 2 case SDB e 3 FMA, mentre Alessandria ne ha presenti 1 SDB ed 1 FMA.
Il Cooperatore, anche in Medio Oriente, rappresenta oggi più che mai un sostegno indispensabile per il mantenimento della missione sul territorio, al punto che gli stessi religiosi, spinti da questa motivazione e dai frutti concreti delle collaborazioni già esistenti, ritengono necessario investire di più su tale figura.
Sia l’Ispettore che l’Ispettrice infatti hanno manifestato grande interesse a stabilire dei contatti più stretti con noi per raccogliere materiale, documenti e quant’altro possa risultare utile a rafforzare i Cooperatori esistenti o a promuoverne il profilo nelle case in cui oggi essi non sono ufficialmente presenti, ma dove di fatto già esistono dei laici che operano in tal senso (es. Amman, Damasco).

Potete comprendere la gioia che abbiamo provato nel cogliere questo interesse crescente verso l’Associazione e capire come l’area mediorientale rappresenti un vero e proprio avamposto cristiano da salvaguardare, ricco di sfide a cui noi salesiani non possiamo sottrarci.
Non mancano certo le difficoltà, anzi, ma sappiamo che Don Bosco ci chiama a guardare al futuro con ottimismo e fiducia, consapevoli del nostro ruolo di sostegno spirituale, materiale e, perché no, anche esperienziale, qualora ci fossero persone disponibili a offrire del loro tempo per dare una mano nelle attività di questi paesi.

Chiudo semplicemente aggiungendo al nostro, anche il saluto dei Cooperatori dei centri del Cairo e di Alessandria, grati per l’accompagnamento che finora abbiamo offerto e che sapremo continuare ad offrire.

Ivo e don Giuseppe

 
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