| Testimonianze dal Medio Oriente |
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Testimonianza di Nicole
Com’è bello che i fratelli si trovino insieme sotto un unico tetto. La terra esulta e il cielo benedice.
Quando don Vittorio Pozzo, il Delegato ispettoriale dei Salesiani Cooperatori del MOR, ci ha chiesto di esprimere per iscritto i nostri sentimenti e l’esperienza vissuta nel Congresso, non sapevo da dove cominciare e dove avrei finito. Il semplice fatto di trovarmi in una casa di Don Bosco era una sogno che si realizzava.
Colgo quindi l’occasione per ringraziare chi ha guidato i nostri passi e per averci aiutati a stabilire rapporti di amicizia e d’intesa nonostante la differenza di lingue, facendosi ponte. Grazie di cuore e che Dio ti benedica nel tuo servizio e ti conceda lunga vita per continuare ad essere il nostro ponte verso la sorgente della spiritualità di Don Bosco.
Anzitutto sono stata colpita dalla generosa ospitalità da parte della Famiglia Salesiana in tutte le case di Don Bosco (Roma, Torino...). Le sentivamo come la nostra casa. Il sorriso, il calore e la gioia non venivano mai meno sui volti di chi ci accoglieva. A loro quindi tutto il nostro grazie e la nostra riconoscenza.
Quanto ai giorni del Congresso, l’accoglienza non poteva essere migliore. Era come se accogliessero dei fratelli che mancavano da tempo. Ci siamo sentiti circondati da grande interessamento e affetto, ricolmi del vero spirito di famiglia salesiano. Loro principale preoccupazione era il Medio Oriente con i suoi problemi e come facilitare i contatti con l’Italia e Malta. Il frutto principale è stato quello di trovarci formalmente, come Provincia del Medio Oriente, in una realtà regionale che raggruppa le provincie dell’Italia, quella del Medio Oriente e Malta..
La prima sera del Congresso il Consigliere Mondiale uscente, Enrico Sacchi, ci chiese di dare la buona notte. Che responsabilità trovarmi a parlare dei Salesiani Cooperatori della Siria davanti alla Famiglia Salesiana (SDB, FMA, Cooperatori), in Italia. Dopo la recita del santo Rosario alla quale partecipai con il canto della benedizione della Madonna chiestomi da don Vittorio su invito degli organizzatori, con l’aiuto dello Spirito Santo cercai di raccogliere alcuni pensieri, perché avevo tanto da dire. Mi presentai come cooperatrice e come coordinatrice, poi parlai dei centri della Siria (Aleppo, Damasco, Kamishli) dove si trovano i Salesiani Cooperatori, attivi in vari campi nei centri salesiani e al fuori di essi, seguendo la spiritualità del loro maestro e protettore Don Bosco: catechismo, comunità educativa, sport, teatro ecc. Tutti erano attenti ed ascoltavano con le orecchie del cuore, felici di quanto udivano. Manifestarono la loro gioia con un applauso, quindi con il ringraziamento e l’augurio della perseveranza e del successo nella missione e nella vocazione.
Dopo una preparazione spirituale e pratica e lo scambio di pareri, esperienze e suggerimenti, ma pure dopo aver preso conoscenza dei candidati, si procedette alle elezioni che portarono alla formazione del nuovo Consiglio Regionale con il nuovo Consigliere Mondiale, Ivo Borri, ai quali auguriamo successo, perseveranza e la forza dello Spirito Santo affinché possano sempre operare per il bene dell’associazione e la salvezza delle anime. Tra l’altro Ivo ci ha promesso un prossimo incontro con la visita del nuovo Consiglio Regionale in Siria alla prima occasione.
Sul piano personale sono stata molto impressionata dallo spirito di famiglia che lega i cooperatori delle varie zone d’Italia, nonché dall’ affetto e dall’interessamento con cui ci hanno circondato e soprattutto per il contributo materiale offertoci. A loro il nostro più vivo grazie.
Al mio ritorno, ho fatto il possibile per trasmettere i frutti di questo Congresso, la mia piccola esperienza e la gioia dell’incontro e della condivisione con i cooperatori della Siria.
La Salesiana Cooperatrice
Nicole Deek
(Coordinatrice del centro di Aleppo, Siria)
Testimonianza di Rida
Prima di incominciare a scrivere la mia testimonianza per desiderio del Delegato ispettoriale, don Vittorio Pozzo, vorrei trasmettergli un saluto affettuoso, pieno di stima e di rispetto, per tutto quello che ha fatto e sopportato durante il nostro viaggio in Italia... È lui infatti che ha operato, opera ed opererà per il bene della nostra associazione, l’associazione dei Salesiani Cooperatori nel Medio Oriente, e in Libano in particolare.
La mia gioia è stata grande per aver avuto l’opportunità di recarmi in Italia per la prima volta. Da tanto tempo sognavo di vedere Valdocco e il Colle Don Bosco, posti che mi interessano assai perché lì è vissuto il mio migliore amico e compagno, Don Bosco. Mi trovai lì con tutti i miei sentimenti e il mio amore per lui. Rivissi la sua storia, entrai nella casa dove sognò, nella sua stanza, mi sedetti su una sedia dove lui si sedette... Tante cose mi ha insegnato... là, in quei posti..., in quella terra..., quell’uomo che ha anticipato i tempi e che mi guida ogni giorno verso Gesù con il suo metodo nuovo, un metodo che ha fatto di me una persona ottimista e audace, allegra e responsabile...
Dopo quattro giorni di riflessione e di preghiera, ed aver conosciuto salesiani che, insieme ai cooperatori, ci hanno offerto la più generosa ospitalità, abbiamo lasciato Torino di buon mattino per dirigerci verso Roma, con Enrico Sacchi, il Consigliere Mondiale uscente, per partecipare al terzo Congresso Regionale. La mia preoccupazione era la missione che mi era stata affidata, cioè rappresentare di fatto tutti i cooperatori del Libano: le nostre aspirazioni e i nostri pensieri, le nostre attività e il nostro coraggio... e, naturalmente, il nostro amore a Don Bosco.
Dopo averlo conosciuto, Enrico lungo la strada chiese a Nicole e a me di dare la buon notte la prima sera del congresso. Arrivati a Roma, abbiamo sperimentato il senso dell’accoglienza salesiana in tutte le sue espressioni di gioia e di rispetto. L’atmosfera era di famiglia... Dopo un incontro di mutua conoscenza e di presentazione delle varie provincie, ebbi la sensazione che noi del Medio Oriente siamo la provincia più debole, forse a motivo dell’inesistenza di un Consiglio provinciale ufficiale... Dopo la recita del rosario ci fu la buona notte. Mi trovai da sola a dover parlare a nome dei cooperatori del Libano. Incentrai le mie parole sul fatto che la nostra voce è flebile come quella del flauto nell’orchestra. Nonostante ciò, non smetteremo di suonare perché Gesù, il maestro, ci sente benché la nostra voce sia debole. Se dovessimo fermarci, lui ci chiederebbe di andare avanti, perché Don Bosco ha seminato un seme in Libano che ormai è diventato un albero, grande e robusto nonostante tutte le difficoltà... La reazione dei presenti è stata l’ascolto con attenzione, il sorriso e infine l’applauso...
Questo è stato l’inizio del nostro incontro: cooperatori presenti e cooperatori assenti, uniti per l’azione dello Spirito Santo. Tutti manifestarono grande attenzione alla situazione del Medio Oriente e ci chiesero di istituire un Consiglio provinciale ufficiale, dicendosi pronti ad aiutarci. Negli altri giorni ebbi occasione di conoscere meglio i gruppi delle varie province in ripetuti incontri: condividemmo pareri ed esperienze, imparai molto sull’organizzazione, ma più ancora sull’importanza dei rapporti e della fiducia, sulla solidarietà e la condivisione, e persino sull’importanza della trasparenza e della maturità finanziaria. Gli esempi erano concreti...
Ho scoperto meglio il mondo di Don Bosco, il mondo di quest’uomo straordinario che ha saputo come interessarsi dei giovani. Ero molto contenta. Une felicità indescrivibile..., delle sensazioni di cui non si può scrivere...
Finalmente, dopo l’elezione del nuovo Consigliere Mondiale, Ivo Borri, al quale auguro il successo nella sua nuova responsabilità insieme al nuovo Consiglio, ognuno di noi avrebbe dovuto riprendere la sua vita, facile o difficile che fosse... Io oggi sono forse più felice di prima perché ho una nuova coscienza dell’importanza della mia vocazione. Questo talento che mi è stato dato devo portarlo con tutta la forza che ho per la salvezza delle anime> Sono pronta a scoprire ogni giorno la presenza di Dio nella mia vita, unita a Don Bosco, ai cooperatori e alla Famiglia Salesiana. Continuiamo a lavorare insieme per la messe, secondo lo spirito di Don Bosco, nonostante tutte le difficoltà che dobbiamo affrontare.
La Salesiana Cooperatrice
Rida Azzi Atallah
(Coordinatrice del centro di Houssoun, Libano) |
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Riportiamo la testimonianza che le due Salesiane Cooperatrici del Medio Oriente, Nicole e Rida, presenti al Congresso Regionale di Roma, hanno inviato ai Cooperatori della Regione. Traduzione in italiano a cura del Delegato del Medio Oriente don Vittorio Pozzo. Buona lettura!

