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Ultime notizie

...sia pace in terra agli uomini di buona volontà Facendo memoria della venuta di Gesù nella nostra storia ci auguriamo di saperlo cercare come sentinelle impazienti dell’alba, facendoci portatori di speranza per ogni uomo. Auguri di buone feste e di un anno ricco di feconde responsabilità! La luce vera che illumina ogni uomo, Gesù il figlio Dio e Dio con noi, è il motivo della nostra speranza. Ce lo ricorda questo particolare della Fuga in Egitto del Caravaggio, uomo fragile e peccatore, ma interprete autentico e geniale di Gesù, Luce del mondo. Dopo il canto gioioso degli angeli e il tributo straordinario dei Magi, Giuseppe e Maria devono fuggire in Egitto, perché l’Amore venuto a noi non è accolto. Ed è così ancora oggi. Maria e Giuseppe sanno e gli fanno scudo, illuminati a loro volta dalla Sua luce. Chiediamo al Signore di saper vedere la sua luce, di poterlo stringere fra le nostre braccia, per sentire la responsabilità e la gioia di portarlo ai fratelli. Don Enrico Peretti - Delegato Regionale   Details...

Convegno Laboratori Mamma Margherita Nei giorni 8-10 ottobre si terrà al Salesianum l'XI Convegno Nazionale dei Laboratori Mamma Margherita. Cliccando sul menù Eventi e selezionando Laboratorio Mamma Margherita e successivamente Convegno LMM 2010, potete trovare il Manifesto e il Programma dell'evento, la Scheda d'iscrizione e la Lettera di invito a parteciapre scritta dalle nostre carissime Flora, Noemi e Sandra.  Details...

La Sindone - prova certa di Dio Tutta la terra desidera il tuo volto - In questa frase della liturgia sta il segreto della Sindone che continua ad attrarre milioni di persone. È l’attrazione per colui che la Bibbia definiva “il più bello tra i figli dell’uomo”. E che qui è “fotografato” come un uomo macellato con ferocia. La Sindone non è solo “una” notizia oggi, perché inizia la sua ostensione. È “la” notizia sempre. Perché documenta – direi scientificamente – la sola notizia che – dalla notte dei tempi alla fine del mondo – sia veramente importante: la morte del Figlio di Dio e la sua resurrezione cioè la sconfitta della morte stessa. Sì, avete letto bene. Perché la sindone non illustra soltanto la feroce macellazione che Gesù subì, quel 7 aprile dell’anno 30, con tutti i minimi dettagli perfettamente coincidenti con il resoconto dei vangeli, ma documenta anche la sua resurrezione: il fatto storico più importante di tutti i tempi, avvenuta la mattina del 9 aprile dell’anno 30 in quel sepolcro appena fuori le mura di Gerusalemme. di Antonio Socci - da “Libero”, 11 aprile 2010.   Details...

La vostra forza è più grande della pioggia È arrivato in libreria in questi giorni un libro-sussidio per continuare anche dopo Madrid la Giornata Mondiale della Gioventù con i giovani, adatto per l'uso personale e per il gruppo. Il titolo «La vostra forza è più grande della pioggia. Pensieri di Benedetto XVI commentati per i giovani perché la GMG continui nella vita» riprende nella prima parte le parole del Papa pronunziate a braccio la sera della veglia dopo un vero e proprio momento di tempesta che ha visto i giovani resistere e continuare a pregare.  Details...

Grande successo l'incontro di Salerno Riportiamo il testo della mail pervenuta dal Coordinatore provinciale Enzo del Giudice, successivamente alla conclusione della prima Giornata di Spiritualità della Provincia Campania-Basilicata. Ringrazio di cuore tutti quanti per la splendida giornata di ieri, 14 Novembre, presso l'istituto salesiano di Salerno. Ringrazio tutti per aver partecipato alla prima (e non l’ultima ma l’inizio di una serie) Giornata di spiritualità salesiana, che ripercorre le tappe del percorso formativo 2010 -2011. Siamo stanchissimi ma alla fine contentissimi della riuscita, visti anche i tempi ristretti. Tanti cooperatori Giovani e meno giovani, tanti interventi e contributi, pieni di grinta e di voglia di essere sempre più testimoni della Luce: è stato veramente magnifico  Details...

Don Bosco ritorna!         Da un articolo di storia riportato dal giornalino dell’oratorio salesiano del mio paese, San Donà di Piave, voglio condividere alcune note per unire la storia salesiana di ieri con la nostra storia di salesiani di oggi.   Details...

Campania-Basilicata - EESS Si terranno a Pacognano, da Venerdì 2 a Domenica 4 settembre, gli Esercizi Spirituali della Provincia Campania-Basilicata, sul tema "ESSERE LIEVITO NUOVO DI MISERICORDIA". Relatore d'eccezione don Stjepan Bolkovac, Delegato Mondiale dell'Associazione Salesiani Cooperatori, coadiuvato nei vari momenti di preghiera da sr. Maria Grazia Fusco (FMA). l'equipe organizzatrice invita ciascuno a fare la propria parte e vincere questa gara assicurando la presenza attenta e attiva a questa sessione di EESS  Details...

Costruiamo insieme la buona società Il gruppo Giovani dei Salesiani Cooperatori della Provincia del Lazio, ha organizzato una serie di 4 incontri con personaggi impegnati nel campo politico e sociale, presso l'Istituto FMA di Viale Palmiro Togliatti 167 - Roma. Gli incontri, che avranno inizio alle ore 16:30 si terranno nelle seguenti date: 16 ottobre 2011 - La buona società (Rosario Maiorano) 4 dicembre 2011 - A servizio della società (Emma Ciccarelli) 12 febbraio 2012 - Una missione particolare (Gianluigi De Palo) 25 febbraio 2012 - Comunichiamo i nostri valori (Amerigo Vecchiarelli)  Details...

Campania-Basilicata Giornata Spiritualità L'Associazione Salesiani Cooperatori della Provincia Campania-Basilicata organizza il 13 Novembre - inizio ore 9:00 - a Caserta, presso l'Istituto Salesiano, la prima giornata di Spiritualità e Formazione per Cooperatori-Aspiranti-Simpatizzanti. Tema dell'incontro: Il Cooperatore: testimone credibile nell'attuale contesto sociale. Relatore don Angelo Santorsola, Vicario ispettoriale.  Details...



GPII - Papa dei giovani Molti sono stati i soprannomi di Papa Wojtyla: Papa sportivo, Papa viaggiatore, Papa attore… Ma il più azzeccato è senz’altro “Papa dei giovani”. Durante le Giornate Mondiali della Gioventù i ragazzi gridavano a squarciagola “John Paul two, we love you” e lui si mostrava complice di questa giovinezza. Nessun pontefice è mai riuscito ad avvicinare così tanti giovani alla Chiesa e a rendere tanto giovane la Chiesa stessa.  Details...

Siamo Salesiani

Bene comune: dall'accoglienza all'integrazione = capaci di relazione

“In questo tempo di grande mobilità dei popoli, la Chiesa è sollecitata a promuovere l’incontro e l’accoglienza tra gli uomini: «i vari popoli costituiscono infatti una sola comunità. Essi hanno una sola origine» [C.Vat.II, Nostra Aetate, n.1].

In tale prospettiva, la nostra attenzione si rivolge in modo particolare al fenomeno delle migrazioni di persone e famiglie, provenienti da culture e religioni diverse. Esso fa emergere opportunità e problemi di integrazione, nella scuola come nel mondo del lavoro e nella società. Per la Chiesa e per il Paese si tratta senza dubbio di una delle più grandi sfide educative.
Come sottolinea Benedetto XVI, «l’avvenire delle nostre società poggia sull’incontro tra i popoli, sul dialogo tra le culture nel rispetto delle identità e delle legittime differenze». I diritti fondamentali della persona devono costituire il punto focale dell’impegno di corresponsabilità delle istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, che riusciranno a offrire prospettive di convivenza tra i popoli solo «tramite linee oculate e concertate per l’accoglienza e l’integrazione, consentendo occasioni di ingresso nella legalità, favorendo il giusto diritto al ricongiungimento familiare, all'asilo e al rifugio, compensando le necessarie misure restrittive e contrastando il deprecabile traffico di persone».
All’accoglienza deve seguire la capacità di gestire la compresenza di culture, credenze ed espressioni religiose diverse. Purtroppo si registrano forme di intolleranza e di conflitto, che talora sfociano anche in manifestazioni violente. L’opera educativa deve tener conto di questa situazione e aiutare a superare paure, pregiudizi e diffidenze, promuovendo la mutua conoscenza, il dialogo e la collaborazione. Particolare attenzione va riservata al numero crescente di minori, nati in Italia, figli di stranieri.
L’acquisizione di uno spirito critico e l’apertura al dialogo, accompagnati da una maggiore consapevolezza e testimonianza della propria identità storica, culturale e religiosa, contribuiscono a far crescere personalità solide, allo stesso tempo disponibili all’accoglienza e capaci di favorire processi di integrazione.
La comunità cristiana educa a riconoscere in ogni straniero una persona dotata di dignità inviolabile, portatrice di una propria spiritualità e di un’umanità fatta di sogni, speranze e progetti. Molti di coloro che giungono da lontano sono fratelli nella stessa fede: come tali la Chiesa li accoglie, condividendo con loro anche l’annuncio e la testimonianza del Vangelo.
L’approccio educativo al fenomeno dell’immigrazione può essere la chiave che spalanca la porta a un futuro ricco di risorse e spiritualmente fecondo.” (CEI, “Educare alla vita buona del Vangelo”, n.14).
 
Gli avvenimenti di queste settimane rivelano l’attualità di questo invito dei Vescovi negli orientamenti pastorali per il decennio. Ci interessa soprattutto il suo aspetto educativo, perché di sfida educativa si parla (una delle tante…). È giusto evidenziare l’impegno di accoglienza e generosità di larga parte del popolo italiano, in particolar modo della comunità ecclesiale e delle associazioni, che come spesso accade tampona l’impreparazione di uno stato e di una politica preoccupata di altro, per non parlare di un’Europa molto preoccupata di salvaguardare i propri interessi particolari. Tuttavia, leggendo il testo, è difficile non constatare, ad ogni frase, quante contraddizioni incontriamo…proviamo allora a non perdere l’occasione di sollecitare le nostre coscienze:
Salvaguardare i propri interessi”: sembra questo il criterio che orienta le scelte degli stati, invece di quello del Bene Comune, della giustizia e della pace, e chiediamoci se qualche volta anche noi non siamo tentati di sacrificarli all’utilità, quando questa è la nostra. Di più: come si può pensare di distribuire armi, spingendo gli uomini ad un bagno di sangue invece che alla riconciliazione? Indipendentemente dalle scelte di partito, come può la coscienza di un cristiano opporre qualche “si, ma…”? Lo ha ricordato il Papa al termine dell’angelus del 27 marzo:”Nei momenti di maggiore tensione si fa più urgente l’esigenza di ricorrere ad ogni mezzo di cui dispone l’azione diplomatica e di sostenere anche il più debole segnale di apertura e di volontà di riconciliazione fra tutte le parti coinvolte, nella ricerca di soluzioni pacifiche e durature. In questa prospettiva, mentre elevo al Signore la mia preghiera per un ritorno alla concordia in Libia e nell’intera regione nordafricana, rivolgo un accorato appello agli organismi internazionali e a quanti hanno responsabilità politiche e militari, per l’immediato avvio di un dialogo, che sospenda l’uso delle armi”.
La Chiesa è sollecitata a promuovere l’incontro e l’accoglienza tra gli uomini: se la Chiesa siamo noi, popolo di Dio, mi chiedo quante volte ho applaudito l’impegno degli altri, ma poi mi sono chiuso in una difesa delle inequivocabili “radici cristiane” della terra che abito, più preoccupato di proteggere bene il mio orticello che di aprirmi per mostrare e donare i frutti che queste radici possono dare…
Consentire occasioni di ingresso nella legalità: non siamo ingenui, le migrazioni di persone incrementano anche disagio e illegalità, ma in chiave di educazione ed evangelizzazione sono un’opportunità per entrare in contatto con persone e culture difficilmente avvicinabili nei loro luoghi d’origine. Se la prima testimonianza è quella dell’esempio, sono sicuro di sentire in prima persona il valore della legalità? Il nostro stato, le leggi danno un’immagine di legalità?
L’opera educativa deve aiutare a superare paure, pregiudizi e diffidenze: l’accoglienza dell’altro, soprattutto se “diverso” da me, è sempre difficile (“è straniero, ma è una brava persona”). Forse ho le mie ragioni per diffidare, magari una brutta esperienza (l’inquilino extracomunitario che non ha pagato l’affitto, per cui non affitterò più a stranieri), o forse anche leggi e mezzi di comunicazione che mi dicono che essere straniero è un’aggravante….
Vivere insieme ad altri non è facile, perché significa imparare l’arte della relazione, che richiede per prima cosa accoglienza; e se noi, la nostra politica, le nostre leggi, le nostre istituzioni non lo abbiamo ancora recepito come un valore, è anche perché non siamo ancora educati alla relazione. Per questo l’accoglienza e poi l’integrazione sono una grande sfida educativa. La Chiesa, criticata da alcuni per essere troppo aperta, da altri per il contrario, ce lo ricorda: “Una delle più profonde povertà che l'uomo può sperimentare è la solitudine. A ben vedere anche le altre povertà, comprese quelle materiali, nascono dall'isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di amare. Le povertà spesso sono generate dal rifiuto dell'amore di Dio, da un'originaria tragica chiusura in se medesimo dell'uomo, che pensa di bastare a se stesso, oppure di essere solo un fatto insignificante e passeggero, uno « straniero » in un universo costituitosi per caso. […]. Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l'uno accanto all'altro.

Paolo VI notava che «il mondo soffre per mancanza di pensiero». L'affermazione contiene una constatazione, ma soprattutto un auspicio: serve un nuovo slancio del pensiero per comprendere meglio le implicazioni del nostro essere una famiglia; l'interazione tra i popoli del pianeta ci sollecita a questo slancio, affinché l'integrazione avvenga nel segno della solidarietà piuttosto che della marginalizzazione. Un simile pensiero obbliga ad un approfondimento critico e valoriale della categoria della relazione. […] La creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non è isolandosi che l'uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio. L'importanza di tali relazioni diventa quindi fondamentale. Ciò vale anche per i popoli.” (Caritas in Veritate, n.53).