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Ultime notizie

24 gennaio - San Francesco di Sales Ricorre oggi, 24 gennaio, la memoria di San Francesco di Sales. Per la sua mansuetudine fu un modello di sacerdote per San Giovanni Bosco e rimane ancora oggi un modello anche per noi. A lui si è ispirato Don Bosco, tanto da dare alla propria congregazione il nome di Salesiani. San Francesco di Sales è il patrono dei giornalisti ed è detto il Santo dell'amabilità e dell'ottimismo.  Details...

Lazio - Festa del Cooperatore L'Associazione Salesiani Cooperatori della Provincia ICC-Lazio organizza per Domenica 5 giugno, presso l'Istituto FMA di via Palmiro Togliatti 167 - Roma, la Festa del Cooperatore, con un programma ricco di eventi, comprendente tra l'altro le premiazioni del Concorso Fotografico e del Concorso Torte. Dopo la Messa presieduta dal Vicario del Rettor Maggiore, don Adriano Bregolin, ci sarà lo spettacolo di cabaret a cura del Coordinatore provinciale Alessandro Spalvieri, dal titolo: Quanto è bello ridere tutti assieme abbondantemente.  Details...

GPII - Papa dei giovani Molti sono stati i soprannomi di Papa Wojtyla: Papa sportivo, Papa viaggiatore, Papa attore… Ma il più azzeccato è senz’altro “Papa dei giovani”. Durante le Giornate Mondiali della Gioventù i ragazzi gridavano a squarciagola “John Paul two, we love you” e lui si mostrava complice di questa giovinezza. Nessun pontefice è mai riuscito ad avvicinare così tanti giovani alla Chiesa e a rendere tanto giovane la Chiesa stessa.  Details...

Augurio del Delegato Regionale Carissimi Salesiani Cooperatori, prendo a prestito le parole del Rettor Maggiore ai giovani per richiamare a tutti noi l'impegno del luglio scorso: "Svegliati tu che dormi".  Ci scrive don Chavez, ma ci parla don Bosco.  Chiedo a voi giovani un salto di qualità, un'energia nuova, un gesto profetico per annunciare ai vostri compagni, ai tanti amici "quiescenti", alle vostre famiglie talvolta “spente” o in difficoltà, un progetto di vita coraggioso, generato da profonde convinzioni umane e religiose. Non potete uscire dal pantano nel quale siete bloccati, non potete gustare aria di libertà fuori dalle prigioni di questo grigiore storico, se non è dato anche a voi il tempo e la forza di sognare. Le visioni hanno trasformato i nostri padri in profeti capaci di incidere nella vita dei loro contemporanei. “Il mio sogno … il vostro sogno … il sogno di Dio” Quel sogno dei nove anni è stato l’evento che ha segnato la mia vita, che mi ha dato, con il passare del tempo, l’ispirazione per orientarmi nella scelta del campo dove operare, la capacità di escogitare un indovinato sistema pedagogico per conquistare il vostro cuore, la temeraria pazienza di battermi per cambiare il mondo, il vostro mondo. Con l’aiuto del Signore invito anche voi, che siete la “speranza fatta carne”, a trovare, tra le tante suggestioni illusorie che vi raggiungono, il sogno che vi rende persone creative, il sogno che ridesta la volontà assopita, che smuove le energie segrete, Con il cuore pieno di entusiasmo, rinnoviamo la promessa di essere profeti di Dio in mezzo ai giovani del nostro tempo. Di questo don Bosco sarà felice! Un abbraccio.  Don Enrico Peretti  Details...

Dalla testa ai piedi Quello «shampoo alla cenere», rimane impresso per sempre: ben oltre il tempo in cui, tra i capelli soffici, ti ritrovi detriti terrosi che il mattino seguente, sparsi sul guanciale, fanno pensare per un attimo alle squame già cadute dalle croste del nostro peccato. Riflessione del Vescovo Tonino Bello  Details...

Strenna 2011: Venite e vedrete Anche quest’anno, come da tradizione, il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez Villanueva, ha presentato ufficialmente la Strenna alle Figlie di Maria Ausiliatrice durante una visita alla Casa Generalizia svoltasi il 31 dicembre. La Strenna 2011 invita i 28 gruppi della Famiglia Salesiana ad impegnarsi per le vocazioni. "Venite e Vedrete" (Gv 1,39) La necessità di convocare Di seguito il testo della Strenna.   Details...

Testimonianze dal Medio Oriente Riportiamo la testimonianza che le due Salesiane Cooperatrici del Medio Oriente, Nicole e Rida, presenti al Congresso Regionale di Roma, hanno inviato ai Cooperatori della Regione. Traduzione in italiano a cura del Delegato del Medio Oriente don Vittorio Pozzo. Buona lettura!  Details...

ASCnews26 - speciale Workshop Giovani Grazie al ricco contributo di commenti, articoli e foto da parte dei partecipanti al Workshop Giovani 2010, è stato possibile realizzare un numero speciale di ASCnews, con ben 16 pagine! Cliccando sul menù Download e selezionando la categoria Notiziario ASCnews, è possibile visualizzare o scaricare il numero 26 della Newsletter della nostra Regione, interamente dedicato a questo evento davvero "speciale". Ancora GRAZIE a tutti per i vostri bellissimi contributi. Ivo  Details...

Giornate di Spiritualitą della FS Si sono concluse a Roma le 4 Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana, occasione preziosa di studio e confronto sul tema della Strenna "Signore, vogliamo vedere Gesù".  l Rettor Maggiore ha spronato tutti i presenti (e in cascata tutti i componenti dei Gruppi della Famiglia Salesiana) a vivere da veri discepoli il proprio legame con Gesù per essere suoi autentici testimoni nell'opera urgente di evangelizzazione dei nostri giovani. Riportiamo il testo dell'omelia finale che don Pascual Chàvez ha voluto lasciarci a conclusione dell'evento.  Details...



Novitą - la struttura associativa Questo semplice pieghevole raccoglie in sintesi le principali caratteristiche della struttura associativa dei Salesiani Cooperatori. Pensato come ausilio per coloro che sentono il bisogno di chiarire le idee dal punto di vista organizzativo, il documento offre una panoramica dei vari livelli mondiale, regionale, provinciale e locale che animano l'intera Associazione. Il pieghevole è scaricabile dal menù Download, selezionando la cartella Documenti e successivamente Documenti vari.  Details...

La Sindone - prova certa di Dio PDF Stampa E-mail
Tutta la terra desidera il tuo volto - In questa frase della liturgia sta il segreto della Sindone che continua ad attrarre milioni di persone. È l’attrazione per colui che la Bibbia definiva “il più bello tra i figli dell’uomo”. E che qui è “fotografato” come un uomo macellato con ferocia. La Sindone non è solo “una” notizia oggi, perché inizia la sua ostensione. È “la” notizia sempre. Perché documenta – direi scientificamente – la sola notizia che – dalla notte dei tempi alla fine del mondo – sia veramente importante: la morte del Figlio di Dio e la sua resurrezione cioè la sconfitta della morte stessa. Sì, avete letto bene. Perché la sindone non illustra soltanto la feroce macellazione che Gesù subì, quel 7 aprile dell’anno 30, con tutti i minimi dettagli perfettamente coincidenti con il resoconto dei vangeli, ma documenta anche la sua resurrezione: il fatto storico più importante di tutti i tempi, avvenuta la mattina del 9 aprile dell’anno 30 in quel sepolcro appena fuori le mura di Gerusalemme.
di Antonio Socci - da “Libero”, 11 aprile 2010.
Che Gesù sia veramente vivo lo si può sperimentare – da duemila anni – nell’esperienza cristiana. Attraverso mille segni e una vita nuova. Ma la sindone porta traccia proprio dell’evento della sua resurrezione.
 
Ce lo dicono la medicina legale e le scoperte scientifiche fatte con lo studio dettagliato del lenzuolo per mezzo di sofisticate apparecchiature. Cosicché questo misterioso lino diventa una speciale “lettera” inviata soprattutto agli uomini della nostra generazione, perché è per la prima volta oggi, grazie alla moderna tecnologia, che è possibile scoprire le prove di tutto questo.
 
Cosa hanno potuto appurare infatti gli specialisti? In sintesi tre cose.
 
Primo. Che questo lenzuolo – la cui fattura rimanda al Medio oriente del I secolo e in particolare a tessitori ebrei (perché non c’è commistione del lino con tessuti di origine animale, secondo i dettami del Deuteronomio) – ha sicuramente avvolto il corpo di un trentenne ucciso (morto tramite il supplizio della crocifissione con un supplemento di tormenti che è documentato solo per Gesù di Nazaret).
 
Che ha avvolto un cadavere ce lo dicono con certezza il “rigor mortis” del corpo, le tracce di sangue del costato (sangue di morto) e la ferita stessa del costato che ha aperto il cuore.
 
Secondo. Sappiamo con eguale certezza che questo corpo morto non è stato avvolto nel lenzuolo per più di 36-40 ore perché, al microscopio, non risulta vi sia, sulla sindone, alcuna traccia di putrefazione (la quale comincia appunto dopo quel termine): in effetti Gesù – secondo i Vangeli – è rimasto nel sepolcro dalle 18 circa del venerdì, all’aurora della domenica. Circa 35 ore.
 
Terza acquisizione certa, la più impressionante. Quel corpo – dopo quelle 36 ore – si è sottratto alla fasciatura della sindone, ma questo è avvenuto senza alcun movimento fisico del corpo stesso, che non è stato mosso da alcuno né si è mosso: è come se fosse letteralmente passato attraverso il lenzuolo.
 
Come fa la sindone a provare questo? Semplice. Lo dice l’osservazione al microscopio dei coaguli di sangue.
 
Scrive Barbara Frale in un suo libro recente: “enormi fiotti di sangue erano penetrati nelle fibre del lino in vari punti, formando tanti grossi coaguli, e una volta secchi tutti questi coaguli erano diventati grossi grumi di un materiale duro, ma anche molto fragile, che incollava la carne al tessuto proprio come farebbero dei sigilli di ceralacca. Nessuno di questi coaguli risulta spezzato e la loro forma è integra proprio come se la carne incollata al lino fosse rimasta esattamente al suo posto”.
 
Lo studio dei coaguli al microscopio rivela che quel corpo si è sottratto al lenzuolo senza alcun movimento, come passandogli attraverso. Ma questa non è una qualità fisica dei corpi naturali: corrisponde alle caratteristiche fisiche di un solo caso storico, ancora una volta quello documentato nei Vangeli.
 
In essi infatti si riferisce che il corpo di Gesù che appare dopo la resurrezione è il suo stesso corpo, che ha ancora le ferite delle mani e dei piedi, è un corpo di carne tanto che Gesù, per convincere i suoi che non è un fantasma, mangia con loro del pesce, solo che il suo corpo ha acquisito qualità fisiche nuove, non più definite dal tempo e dallo spazio.
 
Può apparire e scomparire quando e dove vuole, può passare attraverso i muri: è il corpo glorificato, come saranno anche i nostri corpi divinizzati dopo la resurrezione.
 
Si tratta quindi di un caso molto diverso dalla resurrezione di Lazzaro che Gesù semplicemente riportò in vita. La resurrezione di Gesù – com’è riferita dai Vangeli e documentata dalla sindone – è la glorificazione della carne non più sottoposta ai limiti fisici delle tre dimensioni, l’inizio di “cieli nuovi e terra nuova”.
 
La “prova” sperimentale di questa presenza misteriosa di Gesù è propriamente l’esperienza cristiana: Gesù continua a manifestare la sua presenza fra i suoi continuando a compiere i prodigi che compiva duemila anni fa e facendone pure di più grandi.
 
Ma la sindone documenta in modo scientificamente accertabile l’unico caso di morto che – anziché andare in putrefazione – torna in vita sottraendosi alla fasciatura senza movimento, grazie all’acquisizione di qualità fisiche nuove e misteriose, che gli permettono di smaterializzarsi improvvisamente e oltrepassare le barriere fisiche (come quella del lenzuolo stesso).
 
È esattamente ciò che si riferisce nel vangelo di Giovanni: quando Pietro e Giovanni entrano nel sepolcro dove erano corsi per le notizie arrivate dalle donne, si rendono conto che è accaduto qualcosa di enorme proprio perché trovano il lenzuolo esattamente com’era, legato attorno al corpo, ma come afflosciato su di sé perché il corpo dentro non c’era più.
 
Più tardi, aprendo quel lenzuolo, scopriranno un’altra cosa misteriosa: quell’immagine. Ancora oggi, dopo duemila anni, la scienza e la tecnica non sanno dirci come abbia potuto formarsi. E non sanno riprodurla.
 
Infatti non c’è traccia di colore o pigmento, è la bruciatura superficiale del lino, ma sembra derivare dallo sprigionarsi istantaneo di una formidabile e sconosciuta fonte di luce proveniente dal corpo stesso, in ortogonale rispetto al lenzuolo (fatto anch’esso inspiegabile).
 
La “non direzionalità” dell’immagine esclude che si siano applicate sostanze con pennelli o altro che implichi un gesto direzionale. E ci svela che l’irradiazione è stata trasmessa da tutto il corpo (tuttavia il volto ha valori più alti di luminanza, come se avesse sprigionato più energia o più luce).
 
Quello che è successo non è un fenomeno naturale e non è riproducibile. Non deriva dal contatto perché altrimenti non sarebbe tridimensionale e non si sarebbe formata l’immagine anche in zone del corpo che sicuramente non erano in contatto col telo (come la zona fra la guancia e il naso).
 
Oggi poi i computer hanno permesso di rintracciare altri dettagli racchiusi nella sindone che tutti portano a lui: Gesù di Nazaret.
 
Dai 77 pollini, alcuni dei quali tipici dell’area di Gerusalemme (quello dello Zygophillum dumosum, si trova esclusivamente nei dintorni di Gerusalemme e al Sinai), alle tracce (sul ginocchio, il calcagno e il naso) di un terriccio tipico anch’esso di Gerusalemme. Ai segni di aloe e mirra usate dagli ebrei per le sepolture.
 
Infine le tracce di scritte in greco, latino ed ebraico impresse per sovrapposizione sul lenzuolo.
 
Barbara Frale ha dedicato un libro al loro studio, “La sindone di Gesù Nazareno”. Da quelle lettere emerge il nome di Gesù, la parola Nazareno, l’espressione latina “innecem” relativa ai condannati a morte e pure il mese in cui il corpo poteva essere restituito alla famiglia.
 
La Frale, dopo accuratissimi esami, mostra che doveva trattarsi dei documenti burocratici dell’esecuzione e della sepoltura di Gesù di Nazaret. Un fatto storico. Un avvenimento accaduto che ha cambiato tutto.
 
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